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Crisi CoronaVirus, "Milazzo Food & Beverage" Scrive a Musumesci


La crisi dovuta a CoronaVirus sta creando non pochi problemi al tessuto economico di Milazzo, in particolare le attività di ristorazione presenti sul territorio stanno richiando la chiusura e cercano di pensare a come convivere con il virus nei prossimi mesi dopo la riapertura.

Di seguito la lettera aperta dell'associazione Milazzo Food & Beverage inviata al presidente della regione Musumesci e alle autorità competenti. 

"Lettera aperta
La nostra associazione Milazzo Food & Beverage rappresenta un folto gruppo di imprese operanti nel settore dei pubblici esercizi nella città di Milazzo, città storica e porto di accesso alle isole Eolie della provincia di Messina.

Da anni abbiamo sostenuto l’offerta recettiva nel comparto della ristorazione nella nostra città, con impegno, professionalità e dedizione, rappresentando un punto di forza all’interno del sistema recettivo cittadino.

Prendiamo atto della disponibilità manifestata dal sindaco ed assessori di Milazzo nell’incontro del 2 aprile 2020 a percorrere assieme le difficoltà che la categoria sta affrontando, ivi compresa la nota di sensibilizzazione che è stata rivolta agli affittuari, ma purtroppo l’emergenza Covid19 che ha reso necessaria la chiusura dei locali pubblici, sebbene assolutamente condivisibile per la tutela della salute pubblica, ci vede ora, dopo più di un mese di chiusura davanti a delle scelte che vanno in una direzione di sempre crescente preoccupazione.

Purtroppo, fermare senza alcun preavviso le dinamiche di qualunque azienda, evidenzia delle criticità che possono rivelarsi fatali senza un intervento necessario a mitigare gli impegni economici che ogni azienda deve sostenere per stare sul mercato.

Prendiamo atto degli interventi di sospensione previsti dal D.L. n.18 del 17/3/2020 (#curaitalia) e successivo D.L n.23 del 8/4/2020 (#liquidità) in materia di imposte, tasse ed oneri sociali, nonché delle misure con il sistema bancario; evidenziamo però che la sospensione rappresenta una soluzione temporanea ad un problema solo posticipato, perché è evidente che la ripresa delle attività ai fatturati precrisi sarà lunga e complessa, soprattutto in un’ottica di ripristino di flussi finanziari che subiranno un calo poderoso per parecchi mesi e poi, per le misure bancarie, finanziare con la leva del debito può rappresentare un rischio d’impresa oltremodo proponibile senza alcuna garanzia di crescita del fatturato a breve.

Nel citato decreto #liquidità inoltre alcuni parametri per accedere alle misure di credito appaiono irrealistiche ed inique come il rapporto della perdita di fatturato o l’impegno per le aziende di garantire il mantenimento della base occupazionale precrisi!

Inoltre, per la natura del servizio offerto dagli esercizi di somministrazione la richiesta di mantenere il metro di distanza interpersonale è praticamente impossibile da far rispettare. La promiscuità è ineliminabile tra personale di servizio e cliente e tra i clienti stessi anche nel caso si dispongano di tavoli delle misure adeguate e lasciare i gestori delle attività come baluardo di prevenzione del contagio che impongono la suddetta distanza a rischio di sanzione è un provvedimento che facciamo fatica a condividere.

Sappiamo benissimo, come viene anche anticipato dai media specializzati, che il comparto della somministrazione sarà tra gli ultimi che potranno riaprire al pubblico e che il percorso prevederà l’adozione di importanti misure di contenimento dai rischi di diffusione del virus, anche attraverso l’adozione di precise prescrizioni sanitarie e di distanziamento sociale che dovranno essere comunque sostenute dalle imprese e nell’immediato.

Questa tempistica significherebbe protrarre una tensione finanziaria per ulteriori 4-6 mesi; termini insostenibili senza un intervento che possa allentare la tensione finanziaria in questa fase.

Per questi motivi,

chiediamo

che vengano presi in considerazione con la massima celerità i seguenti provvedimenti:

1) istituzione di un fondo di emergenza per le imprese in difficoltà;

2) sospensione degli oneri comunali per il 2020;

3) sospensione delle bollette per il 2020;

4) consentire di poter effettuare il delivery anche la domenica, misura questa che potrebbe almeno mitigare l’effetto crisi per alcune tipologie di attività;

5) sospendere i contratti di affitto almeno fino al 30/09/2020;

6) moratoria dei titoli bancari non andati a buon fine con esonero della trascrizione in CAI e sistemi informativi fino al 30/09/2020;

7) concedere rapidamente maggiori aree di occupazione suolo per sopperire al minore numero di posti a sedere per via delle azioni di distanziamento sociale che verranno imposte all’interno dei locali.

Diversamente, nel miglior scenario possibile, l’inevitabile crollo degli incassi porterebbe alla chiusura ed al licenziamento di moltissimi addetti del comparto.

Chiediamo di essere ascoltati quanto prima e di lavorare insieme per trovare una soluzione più intelligente possibile.

Come tutti, siamo preoccupati, ma anche fiduciosi della forza che insieme come comunità possiamo avere se agiamo con coscienza e responsabilità.

Siamo a disposizione per un dialogo costruttivo ma tempestivo.

Milazzo, 15/04/2020

Milazzo Food & Beverage
Il presidente
Stefano Scibilia

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