E’ scientifico il tempismo con cui il Teatrino della Vecchia Politica inizia lo spettacolo delle elezioni amministrative a Milazzo.
Come Approfittatori delle disgrazie altrui, i politicanti, rovistano tra le immondizie dell’inefficienza di un sistema sociale basato sul favoritismo e l’incertezza e che loro stessi hanno generato negli anni passati.
Nuovi e Vecchi Amministratori, costruttori del Nulla, velatamente riscaldano i motori, ricattando politicamente i Cittadini di Milazzo con la finta promessa di un Futuro stabile, incoerenti promotori d’incertezza nel passato oggi si vestono da Strateghi della Stabilizzazione. Ma scusate, se loro stessi prima hanno generato il precariato perché oggi dicono di avere la soluzione a questo problema? Non potevano pensarci prima?
Qualcuno direbbe allora c’è Dolo e Colpa Grave.
Spaventoso che un Cittadino debba sperare e non avere certezze, incredibile parlare di Stabilizzazione del Lavoro nel territorio di Milazzo che per morfologia e potenzialità non può naturalmente conoscere il precariato.
L’Amministrazione di Milazzo, dichiaratamente PD che ha determinato la bancarotta/dissesto finanziario e che di fatto NON è economicamente credibile, affidabile, cosa può garantire ai suoi precari?
Che Stabilizzino i conti del Comune, che si Vergognino di NON aver creato e ottimizzato a Milazzo quello che Madre Natura gli ha Donato e che sono stati solo capaci di distruggere.
Noi abbiamo chiaro in mente quello che serve, il territorio deve necessariamente svoltare pagina, abbiamo una visione nuova di fare politica, i posti di lavoro devono essere creati attraverso la green economy, puntando decisamente sulle Rinnovabili, ce lo chiede l'Europa.
Da Milazzo deve partire una vera rivoluzione energetica che investa la Sicilia e l'intera penisola, abbandonare definitivamente il fossile e puntare dritti verso le politiche green per modificare l'assetto economico e dare il via ad una vera e propria strategia che crei nuova occupazione. Tutti i giovani devono poter lavorare e non pochi privilegiati per giunta sotto ricatto elettorale.
Riceviamo e Pubblichiamo
Giuseppe Marano

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