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Milazzo Food: assurda chiusura locali, ulteriore colpo settore

Reazioni al Dpcm: 'Assurda la chiusura dei bar e ristoranti. Dilatiamo gli orari'

Ulteriore colpo per un settore estremamente provato dalla crisi economica

FOOD: SETTORE PROVATO
“L'ultimo DPCM firmato dal presidente Conte e in ultimo l'ordinanza regionale, contengo nuove norme restrittive per bar e ristoranti. Si tratta di un ulteriore colpo per un settore estremamente provato dalla crisi economica, dal lockdown e dallo smart working”.

Così Ninni Cianciolo, noto imprenditore di Milazzo, commenta la chiusura delle attività di ristorazione prevista dal Governo nel nuovo Dpcm.

PERDITE FATTURATO
“Queste chiusure anticipate, ha continuato Cianciolo, coinvolgono imprese e famiglie che hanno lottato in questi mesi per rimanere a galla e speso tantissimo per il rispetto delle norme imposte dalla necessità di evitare il contagio. Oggi per loro arriva un ulteriore danno: solo la conferma di chiusura alle 18 anche durante il periodo natalizio e i timori di una nuova stretta su bar, pub, ristoranti, pizzerie e pubblici esercizi in generale hanno fatto perdere nei giorni scorsi alle nostre imprese il 40% del fatturato. Percentuale che nei prossimi 30 giorni, per le attività costrette alla chiusura anticipata, salirà fino a toccare il 70%.”

PROPOSTE
"Queste potrebbero essere le proposte: Contributo a fondo perduto a vantaggio delle imprese penalizzate da perdite di fatturato derivati dalle conseguenze delle misure di contenimento; Proroga degli ammortizzatori sociali per il comparto; Intervento straordinario da parte del comune di Milazzo per aiutare le imprese del comparto a sostenere i costi fissi (locazioni ed utenze in particolare); Proroga concessione gratuita suolo pubblico per l’intero 2021; Rinvio o cancellazione dei tributi locali perché un azienda che non produce rifiuti non può pagare un servizio non erogato".

CHIUSURE ATTIVITÀ
“Ribadisco – continua Cianciolo – la tutela della salute dei cittadini viene prima di tutto ma non è possibile penalizzare un settore che chiaramente non può essere la causa dell’impennata dei contagi. È necessario appellarsi alla responsabilità e al senso civico di tutti per arginare il contagio. Chiudere in anticipo e in maniera indiscriminata le attività di ristorazione potrebbe portare infatti più danni che benefici, con imprenditori sempre più in difficoltà e cittadini che lasceranno la sicurezza dei locali per andare in strada, dove sarà minore la possibilità di controllare distanziamento e rispetto delle regole”. Continua il gestore del Marilyn di Milazzo:

ASSEMBRAMENTI
“Lo stop dei bar, ristoranti e pizzerie alle ore 18 non ha alcun senso perché per evitare assembramenti l’unico modo è dilatare gli orari. Ricordiamo che molti di noi hanno chiuso a pranzo e a cena durante la settimana il lavoro è calato drasticamente”.

LIMITAZIONI TAVOLATE
Piuttosto “una limitazione delle tavolate ed il pagamento non alla cassa, ma al tavolo”. I ristoratori di Milazzo sono pronti a rivedere il loro lavoro in modo tale che il cliente “si alzi solo per andare in bagno”. “Noi siamo i primi a voler rispettare i protocolli, tant’è che abbiamo subito chiuso quando non era possibile garantire la sicurezza - ricorda Cianciolo - Vogliamo però pene più severe per chi non rispetta le regole. 

RIMBORSI
Bisogna prevedere un rimborso per chi avrà forti cali di fatturato in seguito alle ultime disposizioni. Ancora, auspichiamo un credito di imposta o un fondo per le locazioni, oltre ad un aiuto per l’acquisto dei dispositivi di sicurezza”. Infine, “perché le associazioni di categoria non vengono mai consultate prima della stesura dei Dpcm? Potremmo dare validi consigli”.

COMMENTO
Esperto Ho.Re.Ca.
A rischio il 50% dei gestori. Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. Le limitazioni alle attività di impresa devono dunque prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l’economia e l’occupazione in un settore chiave del Made in Italy che oggi rischia di scomparire.

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